Ciò di cui stiamo parlando (anzi, no, ciò di cui DOVREMMO parlare …).



Pochi giorni fa ho sentito, su tutti i TG, la notizia che il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, avrebbe affermato che “se non agiamo subito nel ridurre le emissioni di gas serra, la temperatura aumenterà di almeno 2.7 gradi, come dimostrano i dati del più recente modello IPCC”.
Così è stato lapidariamente detto in molti TG .

E ricordo che i modelli IPCC, “made in ONU”, sono la BASE “scientifica” 😀 sulla quale da trent’anni, e in modo ossessivo e martellante negli ultimi quattro-cinque anni, ci viene chiesto di “ridurre le emissioni di CO2 e altri gas serra, che sono quelli che stanno causando il riscaldamento globale in atto”.
Modelli che vengono continuamente “revisionati” e che da vent’anni SBAGLIANO le loro previsioni.
Vedi: https://lostilitacolombino.wordpress.com/2021/06/16/scienza-e-consenso/

Ora, quando nei TG ho sentito parlare di “2,7 gradi” sono sobbalzato, perchè non veniva neanche precisato QUANDO avremmo raggiunto tale aumento di temperatura e neanche RISPETTO a quale temperatura iniziale.
Perchè voi capite bene che 2,7 gradi di aumento rispetto ad oggi e raggiunto nei prossimi decenni sarebbe un aumento ENORME, che se si verificasse darebbe pienamente ragione ai “catastrofisti climatici”.

Quindi la mia prima reazione è stata: “Basta con questo vergognoso terrorismo psicologico, che si appoggia ai modelli IPCC PIU’ CATASTROFISTI e PIU’ SBAGLIATI!”.



Andiamo avanti.

Vi sono siti, come quello di Rai News, che hanno riportato le parole di Guterres con una fondamentale precisazione:

“Serve un taglio del 45% delle emissioni entro il 2030, eppure un recente rapporto dell’Onu mostra che le emissioni aumenteranno del 16% entro il 2030. Ciò ci condannerebbe all’inferno di un aumento della temperatura di almeno 2,7 gradi rispetto ai livelli preindustriali.
https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Clima-Assemblea-Onu-palazzo-di-vetro-New-York-serve-azione-7cdf039c-1555-48ca-a81e-f829a7175bf8.html?refresh_ce


Poi sono andato a cercare la dichiarazione originale di Guterres.

La dichiarazione è riportata anche qui, sul sito dell’ONU: https://news.un.org/en/story/2021/09/1100242
e dice: “unless climate action is taken immediately, it may lead to a temperature rise of about 2.7C, by the end of this century.



Molto bene.

Gutierres sta dicendo che “secondo l’ultimo rapporto IPCC” l’aumento di temperatura causato dalle emissioni umane potrebbe arrivare almeno a 2,7 gradi Celsius in più alla fine del XXI secolo e ciò rispetto alla temperatura media dell’era preindustriale.
Rapporto IPCC che sarà certamente l'”ospite d’onore” in quella che potrebbe essere (ricordate le mie parole …) un’iniziativa di cui (se non fa flop) tra dieci anni parleremo come “la grande fregatura del 2021 ai nostri danni”, ovvero la conferenza ONU sul clima COP26 del 1 novembre a Glasgow,

Ora, la prima domanda è: quanto sarebbe grave un aumento di 2,7°C?
Sicuramente sarebbe una cosa molto seria, perchè sarebbe la prosecuzione molto incrementata dell’aumento di temperatura che viene avanti da più di un secolo, con solo una (mai davvero spiegata) pausa tra il 1940 e il 1975.

Aumento della temperatura media del pianeta dal 1850 al 2020 secondo il WMO (World Meteorological Organization), agenzia specializzata delle Nazioni Unite, “State of the Global Climate 2020”, pag. 6 ( https://library.wmo.int/doc_num.php?explnum_id=10618 ).


Ma ci sono motivi per pensare che, se anche questo previsto aumento di temperatura si avverasse, sarebbe colpa delle emissioni umane?

Voglio ricordare che da metà dell’Ottocento non solo è iniziata la Rivoluzione Industriale ma è anche terminata la Piccola Era Glaciale, quella che nei secoli precedenti in inverno faceva ghiacciare perfino il Tamigi.



Ora: è colpa della Rivoluzione Industriale, ovvero colpa della “famigerata CO2”, o è colpa della fine della Piccola Era Glaciale?

Bene, secondo l’ONU e secondo i suoi modelli IPCC, secondo la ragazzina svedese, secondo i “climatologi” 😀 alla Mario Tozzi, secondo gli speaker dei TG e soprattutto secondo chi li imbecca e gli passa “veline”, secondo chi fa oggi i martellanti palinsesti televisivi “sostenibili” e secondo tutti i catastrofisti climatici del mondo, non ci sono dubbi: la COLPA (“penitenziagite!”) è di quello sciagurato, egoista, miope, insensibile e stupido dell’UOMO, che si ostina a volersi spostare con mezzi di trasporto che vanno oltre la bicicletta e che continua a mangiare carne invece di insetti.

Allora mi sono chiesto: ma rispetto all’aumento di temperatura osservato finora e facendone la proiezione al 2100, se non si prendessero “contromisure”, dove si arriverebbe?
Si arriverebbe alla previsione dei modelli IPCC, come ci viene detto?
Ovvero, rispetto alle osservazioni, quanto è attendibile una previsione di 2,7° di temperatura media in più dal 1900 al 2100?

Ebbene, sono andato a prendere il famoso (“famigerato”, per i catastrofisti climatici) grafico di Christy e Spencer, che mostra la netta discrepanza tra le PREVISIONI dei modelli IPCC e la REALTA’ osservata (sia con i satelliti che con i palloni sonda) …


… e prendendo il tasso di crescita OSSERVATO negli ultimi decenni ne ho fatto una (ovviamente approssimativa) PROIEZIONE al 2100 (riga continua nera ascendente):


Forse non leggete bene, ma la proiezione mostra che al 2100 la temperatura media del pianeta sarebbe di circa 1,6 gradi rispetto al livello 0 del grafico, ovvero l’anno 1979, che era già circa 0,3° più caldo del livello dell’era pre-industriale (stando al grafico del WMO, che qui faccio in modo di prendere per buono).
Al 2100 si avrebbe così un aumento di circa 1,9 gradi (0,3 + 1,6) rispetto all’era pre-industriale.

Il che non sarebbe poi del tutto terrificante, considerando che ci stanno facendo una testa così con “dobbiamo stare sotto i rispetto all’era pre-industriale, molto meglio sotto i 1,5° (Accordo di Parigi).
E ciò nell’ipotesi di non fare alcuna azione, non nei prossimi dieci anni ma fino al 2100!
Questo estendendo i dati delle OSSERVAZIONI e ipotizzando che il trend sia costante (cosa tutt’altro che scontata, basta ricordare la diminuzione di temperatura media tra il 1940 e il 1975).
Altro non si può fare, del resto.

Se invece fate la proiezione estendendo la media delle previsioni dei MODELLI IPCC (linea continua rossa ascendente) vedrete che arrivereste ad un valore sull’asse verticale di circa 1,2° in più, ovvero 3,1 gradi Celsius rispetto all’era preindustriale, una (effettivamente) CATASTROFE.

Ora, qui c’è una questione delicata …

Secondo il WMO (che di fatto è … l’ONU STESSA!), il valore dell’aumento della temperatura attuale ad oggi (ovvero il 2020) sarebbe già di +1,2° (con un margine di errore del +/- 0.1 °C) rispetto all’era pre-industriale (“siamo vicini al punto di non ritorno!”, “abbiamo solo dieci anni di tempo!” ecc. ecc.).

Ma anche questo dato “ONU” non è in accordo con i valori che continuano ad essere osservati mediante i satelliti:

Temperatura media globale della bassa atmosfera dal 1979 ad Agosto 2021, da Roy Spencer ( https://www.drroyspencer.com/latest-global-temperatures// )



In sostanza, l’aumento OSSERVATO di temperatura media globale è di circa 0,45° dal 1979 al 2021, mentre l’ONU dice che l’aumento in quello stesso periodo è stato di circa 0,8°.
La differenza è notevole, in 30 anni, ed è data dal fatto che l’ONU continua ad usare i propri modelli IPCC nonostante che NON siano in accordo (e lo siano sempre meno man mano che passano gli anni) con le OSSERVAZIONI dei satelliti, che sono quelle più “neutre”, anche perchè sono “globali” e non dipendenti da eventuali posizionamenti errati o “tendenziosi” (in buona fede o meno) dei rilevatori a terra.

Se andate a vedere il grafico di Christy e Spencer vedrete che l’ONU ha ipotizzato un aumento (comunque enorme) usando modelli che sono comunque un pò sotto la media.
Ma quell'”almeno 2,7° in più” sta ad indicare che cerchino di vendere una previsione comunque allarmistica (spacciata per certezza).

Che è il refrain che sentiremo per un mese a partire dal 1 di novembre, con la COP26 ad aprire tutti i TG per due settimane e rotti.

Ma, consiglio mio, nelle prossime settimane lasciate perdere gli allarmi sugli “eventi estremi”, che sicuramente ci verranno propinati (“E’ indubbio, rispetto al passato ci sono più eventi estremi, causati dal riscaldamento globale! E’ la dimostrazione che siamo tutti in pericolo, per colpa delle emissioni!”, ci verrà detto, ma non ci verranno mai date le pur convincenti smentite degli scettici climatici:“No, non è vero, i dati indicano che per la maggior parte dei fenomeni non c’è un aumento degli eventi estremi e infatti ci sono sempre meno morti per queste cose!”).

Per quanto possa essere interessante, ed ulteriore dimostrazione della manipolazione dei dati da parte della lobby catastrofista (vedere le frequenti confutazioni dei dati sull'”aumento degli eventi estremi” fatte sul sito “scettico” Climatemonitor, http://www.climatemonitor.it/ ), io non credo che questo sia il punto della questione.
Per quanto sia giusto contestare certe affermazioni, che usano singoli eventi meteo per propagandare la certezza del disastro climatico prossimo venturo agli occhi dell’ignara opinione pubblica, non è contestando queste che si contesterà alla radice la narrazione dell’AGW (“Anthropogenic Global Warming”, ovvero il Riscaldamento Globale causato dall’Uomo).

Faccio un esempio.

Supponiamo che Dio esista.
Anzi, supponiamo che esista proprio il Dio dei cattolici (Cristo figlio di Dio, la Resurrezione, la Santissima Trinità, Paradiso e Inferno, i peccati ecc.), esattamente come ci hanno insegnato al Catechismo.


Se è così, un ateo come me ha torto marcio e i preti hanno ragione: Dio, il loro Dio, esiste.

Ma supponiamo anche che i suddetti preti, convinti (a questo punto, a ragione) della veridicità della loro religione, per motivi nobili (il “salvare le anime dei peccatori”) o meno nobili (es.: volontà di controllare la gente colpevolizzandola, che è tipico di tutte le Chiese, compresa quella del Cambiamento Climatico), raccontino la BALLA che masturbarsi non solo è peccato, ma fa anche diventare ciechi (questa credo che l’abbiate già sentita, no? 😉 ).
Ovvero racconterebbero una BALLA (“fa diventare ciechi”) ma “a fin di bene” e “per salvare l’anima dei peccatori”.

Da “Famiglia Cristiana”.



Ora, è facile dimostrare che il “fa diventare ciechi” è una FROTTOLA.
Ma dimostra ciò che Dio non esiste, ovvero dimostra che i preti hanno torto sulla questione più importante, ovvero l’esistenza del Dio incarnato, nato dalla Vergine Maria ecc. ecc.?
Ovviamente NO, dimostrate solo che i preti sono ipocriti che mentono sulla masturbazione, non che Dio non esiste.

Fine dell’esempio, credo che l’analogia sia chiara: l’“AGW” è Dio, la balla sulla masturbazione che crea cecità è la balla del “gli eventi estremi stanno aumentando”.
Potrei anche infatti pensare a “fondamentalisti climatici”, i “preti dell’AGW”, che raccontano del (falso) aumento degli eventi estremi per spaventare la gente, convincere gli scettici e far si che il popolo accetti le politiche cosiddette di “riconversione ecologica” (che comportano sacrifici ma … ciò è per evitare l'”Inferno del Riscaldamento Globale”!).
Ma questo non cambia il fatto che non è quello l’argomento fondamentale.

Ciò di cui si sta realmente parlando nel dibattito sull’AGW (o, meglio, ciò di cui SI DOVREBBE parlare!) non sono quelle questioni secondarie, “armi di lavaggio del cervello di massa”, come “le inondazioni” (o gli uragani, le grandinate, le trombe d’aria, l’acqua alta, la siccità ecc.) “sono sempre più gravi e più frequenti”.

Mi va bene che le si contesti, per carità, tutto va bene per cercare di “salvare le anime” dei poveri “cittadini medi” che non hanno, per carenza di formazione, la capacità, la volontà, la possibilità o la curiosità di analizzare il livello di NON-scientificità delle affermazioni dei Mario Tozzi e dei Luca Mercalli, anzi credono che costoro siano “stimati climatologi” che sanno quello che dicono.
E quindi crederanno comunque ai Tozzi e ai Mercalli invece che agli “scettici” che non vanno mai in televisione, perchè non li invitano mai (e quindi “non esistono”, “non sono nessuno”).

Aggiungo che c’è una generale accettazione anche da parte degli scettici che un certo riscaldamento globale da un secolo a questa parte sia REALE.
Ciò che gli scettici contestano (giustamente, secondo me) è che si possano identificare con buona certezza nelle emissioni umane la causa di questo riscaldamento e che esistano addirittura modelli per fare previsioni attendibili.
Ma se “un certo” riscaldamento globale è reale, potrebbe anche essere che ci siano alcuni eventi più intensi, magari pochi e meno gravi di quanto dicono i catastrofisti, dovuti a tale riscaldamento.

Vale davvero la pena stare dietro ai catastrofisti su questo? E se si trovasse che, per dire, i tornados fossero realmente in aumento, che diremmo: “si, per i tornados va bene, ma non per il resto: precipitazioni, inondazioni ecc., quindi non ci sono abbastanza ‘prove’ dell’AGW”?
Come, questo è il punto, se la “prova” principale fosse l’aumento degli eventi estremi (= la masturbazione)?

Secondo la mia modesta opinione (anche se credo che alcuni, forse molti,”scettici climatici” non saranno d’accordo) NON è questa la “questione fondamentale” nel dibattito.

Con il 99% dei media proni alla narrazione dell’AGW, è comunque quasi impossibile far arrivare questo messaggio (“gli eventi estremi non sono aumentati”) alla gente, che viene bombardata ogni giorno da immagini di “catastrofi”, secondo la classica tattica della propaganda mediatica (se voglio far ignorare un fenomeno, lo faccio sparire dalle notizie; se lo voglio ingigantire, lo metto ogni giorno in prima pagina).



Ciò di cui a mio avviso SI DOVREBBE PARLARE, perchè secondo me è il CUORE della questione e perchè andando al cuore si farebbe anche un tentativo (dico un tentativo, non mi faccio illusioni …) di divulgazione su come realmente funziona la Scienza (che non ha nulla a che vedere con il “consenso plebiscitario”), è il perchè ci viene propinata una narrazione, spacciata per “scientifica”, che è SMENTITA dallo OSSERVAZIONI e perchè non si puntano le contestazioni su questo fatto.

Servirebbe a poco? La gente non capirebbe?
Forse si, vista l’ignoranza diffusa su cosa è il metodo scientifico, ma magari almeno qualche scienziato distratto, o qualche studente che non sa questa cosa e che ha finora “pecorescamente” seguito la massa seguendo superficialmente la Pifferaia Greta, potrebbe cominciare a porsi domande che non si è ancora posto.

Tutto IMHO, ovviamente.

Per quel che mi riguarda, io ribadisco:
i catastrofisti mi spieghino quella marcatissima discrepanza tra modelli IPCC (sulla base dei quali si prenderanno enormi scelte politiche e sociali) e le osservazioni e allora potrei anche considerare che la “narrazione AGW” possa essere corretta.

Ma deve essere spiegata, cosa che finora non è stata fatta (e sono già passati oltre 5 anni da quando Christy presentò quel suo clamoroso grafico dinanzi ad una commissione del Congresso USA, https://www.al.com/news/huntsville/2015/05/climate_expert_john_christy_us.html ).

E non si pensi che io mi stia appuntando su un dettaglio secondario, su una cosa poco rilevante, su misurazioni satellitari non affidabili e pertanto giustamente ignorate dai “catastrofisti climatici”.
Non è così.

Quei dati satellitari e dei pallloni sonda, che mandano KO i modelli IPCC, sono così preoccupanti per la narrazione dell’AGW che gli stessi ambienti catastrofisti hanno da subito cercato di contestarli, prima con argomentazioni davvero risibili (come “la scala del grafico scelta da Christy fa apparire maggiori le differenze”, per inciso è pure la stessa scala che usa anche la “catastrofista” NASA che ha cercato di contestare quel grafico!) .
E poi, ad un certo punto nel 2018, hanno trionfalmente annunciato di avere trovato la spiegazione: quella temperatura in più che non si trovava nell’atmosfera, con grande scorno dell’AGW, non la si trovava perchè era stata incamerata negli oceani ( https://www.eurekalert.org/news-releases/680619 ).

“Eureka, abbiamo trovato!
Le osservazioni satellitari possono anche essere corrette, ma misurano solo una parte dell’aumento di temperatura perchè gran parte è finita negli oceani (che però non potranno continuare ad assorbirla all’infinito).
Quindi l’AGW è reale e i negazionisti come Christy sono degli irresponsabili!”

E sono riusciti a far pubblicare la loro ricerca su una prestigiosissima rivista scientifica, Nature:
https://www.nature.com/articles/s41586-018-0651-8

Bene, non è passato un anno che quell’articolo, sottoposto a critiche scientifiche incalzanti ed inequivocabili non appena pubblicato, è stato RITIRATO (!) da Nature, cosa che ha fatto fare una gran brutta figura alla stessa rivista, la cui peer-review evidentemente non aveva funzionato o comunque non aveva bloccato la pubblicazione come invece avrebbe dovuto fare (e qui ci si può chiedere il perchè, se siete maliziosi come me associerete facilmente la cosa alla potenza della “lobby catastrofista” …).

Però nel frattempo la notizia aveva fatto il giro del mondo sui media:
https://it.euronews.com/2018/11/01/gli-oceani-si-stanno-riscaldando-piu-di-quanto-stimato-qualche-anno-fa ,
https://greenreport.it/news/clima/gli-oceani-della-terra-hanno-assorbito-il-60-di-calore-in-piu-di-quanto-si-pensasse/ ,
https://www.reteclima.it/oceani-e-mari-piu-caldi-eventi-meteo-piu-intensi-crescita-del-rischio-idrogeologico-copy/
ecc. ecc.

Mentre ovviamente la notizia dell’inglorioso ritiro di quella pubblicazione non la si è praticamente sentita sui media mainstream.
https://www.sorox.org/nature-ha-ritirato-un-articolo-di-scienziati-rapido-riscaldamento-delloceano/

Gli autori di quel fiasco un anno dopo l’hanno “corretto” e sono riusciti a farlo ripubblicare.
Sulla prestigiosa Nature? Ma figuriamoci …
Sono riusciti a farlo pubblicare su una rivista on-line, Scientific Reports, che in soli dieci anni di vita ha già un imbarazzante lista di articoli improponibili e successivamente ritirati ( https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_Reports ).
In sostanza sarebbe come pubblicare un articolo economico, che era stato rifiutato dal Financial Times, su “Cronaca Vera”.


Sic transit gloria catastrophistae …

Si noti che prima ancora che quella ricerca venisse tanto “sputtanata” da dover essere ritirata, già alcuni “scettici climatici” si erano, immediatamente dopo la sua pubblicazione, espressi su di essa in termini … scettici!
Ed avevano pienamente ragione: http://www.climatemonitor.it/?p=49623

Da questa storia si ricavano almeno quattro insegnamenti:

  1. i dati osservativi satellitari e da pallone preoccupano i catastrofisti climatici, che hanno cercato di trovare una spiegazione.
  2. per cui, quei dati sono implicitamente accettati come affidabili e veritieri dai catastrofisti stessi (!).
  3. presi dall’urgenza di trovare una spiegazione che “salvi” l’AGW hanno prodotto una ricerca così raffazzonata che è stata immediatamente “sgamata” e poi ritirata “con infamia”.
  4. una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo ha toppato clamorosamente nella peer-review, il che fa pensare che ci siano state delle grosse “spinte” per pubblicare comunque quel lavoro fallato, perchè il “clima” anche negli ambienti scientifici è ormai quello che “non si può contestare la religione dell’AGW” (con tanti saluti al metodo scientifico).

Ora, voglio chiarire.
Io NON sono uno che non cambia idea.
NON sono uno che dice che “non può esserci” un impatto rilevante dell’attività umana sul riscaldamento del pianeta.
NON sono uno “scettico non convincibile”, ho una formazione da fisico, non da seminarista.
Guardo a quelli che mi sembrano essere i FATTI difficilmente contestabili e, infatti, finora non contestati in modo minimamente convincente, come quelle misurazioni dell’atmosfera con satelliti e palloni sonda.
Fino ad allora, fino a quando non vedrò risposte (e non far finta che quelle misurazioni non esistano) la “narrazione AGW” la riterrò al 90% sbagliata.

Ma non per il fatto dei “fenomeni estremi”, non per la “masturbazione che fa diventare ciechi“.
Ma perchè non c’è uno straccio di “prova”, e neppure un valido indizio!, anzi ci sono osservazioni scientifiche che smentiscono il collegamento tra CO2 e riscaldamento globale.
E le smentiscono invalidando i “perversi strumenti” dei modelli IPCC, quindi invalidando anche le politiche che vorrebbero basarsi sulle previsioni di tali modelli.

La mia precedente analogia ha, ovviamente, un punto debole: “Dio” non è un’ipotesi scientifica e pertanto la sua esistenza non può essere nè provata nè smentita (l’ottimo Kant ha chiuso la questione più di 200 anni fa).
Ma l’AGW si, può essere smentito!
Basta usare il metodo scientifico e confrontare questa azzardata e strumentale “teoria” con le osservazioni.

Come ci ha insegnato Galileo.











Quella “gran figa” di tua nonna.



Questa è così carina (non la ragazza sopra … beh, si, anche lei …) che non posso non riportarla! 🙂

Che differenze ci sono tra la vita in Italia oggi e la vita in Italia 50 anni fa?

ASCOLTA BENE.

Tua nonna indossava minigonne davvero “mini”, hot pants attillati, stivali lunghi go-go, pantaloni a zampa d’elefante e niente reggiseno.

Ha ascoltato i Led Zeppelin, i Beatles, Janis Joplin e i Rolling Stones.

Ha guidato una Mini, ha guidato motociclette e scooter veloci senza casco.

Fumava sigarette sottili e canne grasse …

Ha bevuto Gin&Tonic e Whisky fino alle 4:00 del mattino e il giorno dopo andava al lavoro …

PER QUANTO TU PENSI DI ESSERE FIGA, NON SARAI MAI FIGA COME TUA NONNA.

https://it.quora.com/Che-differenze-ci-sono-tra-la-vita-in-Italia-oggi-e-la-vita-in-Italia-50-anni-fa







La Caserma-UE.

L’avanzata della fanteria prussiana alla battaglia di Hohenfriedberg – Carl Röchling



Federico Guglielmo I, Re di Prussia nella prima metà del Settecento, detto “il Re Soldato” o “il Re Sergente”, trasformò il suo Stato in quello che venne detto “lo Stato-Caserma”.
Per il Re, la forza della Prussia, il suo peso sulla scena internazionale e, non ultima, la sua credibilità come potenza doveva dipendere dalla sua forza militare.

“Molti stati dispongono di un esercito, l’esercito prussiano dispone di uno stato”
(Honoré de Mirabeau)

L’esercito prussiano, riformato da Federico Guglielmo a partire dal 1713, diverrà l’arma con la quale il figlio, Federico II detto “il Grande”, per quasi trent’anni si impegnerà in guerre di aggressione per espandere il territorio e la potenza della Prussia nell’Europa continentale.

Federico II il Grande



Da quell’esercito deriverà il nucleo dell’esercito della Germania, fino al nazismo, sempre incarnando il peggiore spirito militarista dei tedeschi, la loro eterna necessità di “sentirsi riconosciuti come potenza” e la loro “simpatica mania” di aggredire proditoriamente i vicini e addirittura sentirsi “offesi” se questi rispondono con la guerriglia partigiana (“Achtung, banditen!”) o anche solo sospettati di ostilità attiva, basta andare a vedere come trattarono i belgi già durante la Prima Guerra Mondiale.

Non ho potuto evitare di farmi venire in mente queste cose quando ho avvertito, da qualche settimana, un fastidioso e sempre più insistente “ronzio” sui media.
Un ronzio che dice ai cittadini europei, da tutti i TG, dai quotidiani, dal web: “Presto! Bisogna avere un esercito europeo comune!”.


Diversi mesi fa, al tempo delle polemiche sull’Europa che affrontava la pandemia in ordine sparso (non che adesso sia cambiato molto …), in un talk show al direttore di Repubblica Maurizio Molinari la conduttrice (o il conduttore, non ricordo bene) gli fece una domanda finale, proprio al termine della trasmissione, che in sostanza era questa: “secondo te, qual’è la PRIMA cosa che dovrebbe fare la UE per recuperare credibilità?”. Con sottolineatura su “PRIMA”.
E lui, dopo un attimo di tentennamento, come se fosse stato preso di sorpresa, se ne uscì con: “… un esercito comune”.
Punto.

Sobbalzai sulla sedia e quasi mi misi a ridere …
Cioè … la PRIMA cosa da fare in una UE che fa acqua da tutte le parti non è, per esempio, cercare di recuperare la credibilità del Parlamento Europeo (oggi visto da parte dei cittadini come un organismo di privilegiati irresponsabili e incontrollabili, che farebbero meglio a non fare niente piuttosto che fare danni)?
O magari fare almeno un reale coordinamento sulla lotta al Covid?

No, secondo Molinari era “avere delle Forze Armate europee, comuni”.

All’epoca attribuii la cosa al noto scarso acume dell’intervistato, ma ripensandoci adesso credo che lo scarso acume fosse il mio.
A quel tempo, parliamo probabilmente di sette-otto mesi fa, non c’era alcun accenno alla questione sui media.
ALCUNO.

Poi, da diverse settimane, soprattutto usando la scusa dell’Afghanistan, è iniziato il classico bombardamento mediatico, prima cauto, con esternazioni sporadiche, e poi sempre più frequente, tanto per cominciare ad abituare la gente che “è ovvio che ci vuole!”.

E, del resto, se il primo a parlarne in Italia è stato addirittura Mattarella (non solo “difesa comune” ma addirittura “politica estera comune”) …
Poi Guerini, poi Di Maio, poi Berlusconi, poi Minniti, poi la Bonino (la guerrafondaia, tra le promotrici della Guerra del Kosovo, una che quando andrà finalmente in pensione darò una festa con gli amici …), poi l’ineffabile Gentiloni, poi l’euroburocrate Borrell, poi Draghi e me ne sono certo persi altri.
Infine la Von der Leyen, siamo rapidamente arrivati “al vertice”.

Una Von der Leyen che, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, tanto per far capire anche ai più distratti ha affermato, senza peli sulla lingua, che: “ci saranno missioni in cui la Nato o l’Onu non saranno presenti, ma in cui dovrebbe esserci la UE”.



Così mi sono ricordato che spesso quando i giornalisti dicono cose sciocche, non sempre sono davvero sciocchi: sono imbeccati dai politici, che vogliono far circolare concetti che poi loro stessi promuoveranno in prima persona qualche settimana o qualche mese dopo.

Mi ricordo lo sconcerto che provai anni fa, dopo le elezioni del 2013 “vinte” (ovvero non perse) dal PD di Bersani, quando sentii Francesco Verderami del Corriere della Sera affermare in televisione, serafico e con la massima sicurezza, che si sarebbe presto formato un governo contenente sia il PD che il PdL di Silvio Berlusconi.
Cosa che suscitò sconcerto anche nell’intervistatore perchè era un’ipotesi che veniva praticamente scartata, quando non data come impossibile, ovvero una convivenza innaturale ed impossibile come tra gatto e topo, da tutti gli altri commentatori politici (negli anni successivi, a queste “convivenze impossibili” ci siamo dovuti abituare).

Ebbene, non ho motivi per pensare che Verderami non sia una persona intelligente.
Ma io ebbi allora l’impressione, anzi la convinzione, come ce l’ho oggi per Molinari, che questa gente, che vediamo ogni mattina ed ogni sera nei talk show, qualche volta faranno anche proprie analisi politiche ma il più delle volte dicano semplicemente ciò che è stato detto loro di dire.
In molti casi per fare bieca propaganda, in altri per far capire con un breve anticipo “cosa bolle in pentola” prima che i politici scoperchino la pentola stessa.
Così la gente “si abitua all’idea”.

Per quanto riguarda la “difesa UE comune + politica estera UE comune”, alzi la mano il cittadino UE che ne sentiva il bisogno.




Ho letto in rete l’entusiasmo di un imbecillotto, immagino un under-venti di Destra infatuato delle Forze Armate (ne ho conosciuti al liceo, alcuni a quell’età giocano ancora con i soldatini …): “un esercito comune sarebbe grandioso!”.

Beh, certo, infatti me lo diceva la settimana scorsa un mio conoscente, 58-enne appena licenziato e con scarse prospettive di ritrovare un posto di lavoro: “Ah, se avessimo un esercito comune UE avremmo risolto i nostri problemi!”.

Me lo diceva un ventottenne laureato che fa il rider: “Ah, se vedessi passare sulla mia testa un jet con le insegne azzurre dell’Aviazione UE, mi rasserenerebbe la giornata!”.

E pare che si sia sentito pure un malato di Covid in terapia intensiva riuscire ad emettere, benchè intubato, un flebile ma discernibile: “si … finalmente … un esercito della UE …”.
Poi è spirato.

Come abbiamo potuto essere così ciechi?
Gli europei non vedevano l’ora di avere un “grandioso” esercito comunitario!

E l’Europa ora finalmente risponde al desiderio, impellente e così tanto spesso espresso (nelle piazze, nelle televisioni, nei dibattiti politici), dei suoi cittadini!

O no?

Alzi la mano il cittadino italiano che, in una UE dominata dalla Germania (si, adesso c’è in alcuni l’illusione di un asse Draghi-Macron approfittando del dopo-Merkel, ma sono a dir poco scettico …), vorrebbe che fosse essa (o magari anche un Parlamento Europeo sentito come estraneo agli interessi dei cittadini) a decidere a chi e se fare la guerra, visto oltretutto che siamo già nella NATO.

Alzi la mano il cittadino di uno qualunque dei paesi europei, e non solo di quelli di Visegrad (che dovrebbero essere incazzati come delle iene alla sola idea), che non vede quale ulteriore limitazione della sovranità dei singoli paesi sarebbe una “difesa comune” o anche solo un “centro strategico decisionale comune” per la politica UE in campo internazionale, per cui ogni “deviazione” in politica estera verrebbe vista come un pericolo per tutta la Comunità.

Se, per esempio, avvicinarsi alla Russia poteva finora portare solo a biasimo politico da parte degli altri paesi, adesso in una UE-caserma si rischia la “sovranità limitata” come nel Patto di Varsavia anni ’50-’60.

Esagero? Forse si, ma la strada rischia di essere quella.



Vorrebbe ciò dire che ci affrancheremmo dalla NATO, diventando più indipendenti dagli USA?
Francamente ne dubito alquanto.

E’ molto più facile che tutto ciò sia fatto non solo con il beneplacito ma con la sollecitazione e la partecipazione degli USA: una UE “monolitica” e con la predominanza di governi “europeisti ed atlantisti” secondo me riscuote più fiducia dagli USA, piuttosto di una UE multiforme dove qualche paese potrebbe essere tentato di andare “per conto suo”, magari cercando se non l’abbraccio almeno un amichevole pacca sulle spalle dall'”Orso Russo” o magari con una propria politica indipendente verso il Medio Oriente.

Del resto, già da tempo gli USA spingono affinchè l’Europa sia più presente in campo internazionale (ma sempre nell’ambito e con gli obiettivi della NATO, sia ben chiaro!).
Perchè ciò che ha fatto il vituperato Trump, ovvero rinunciare ad essere il “poliziotto del mondo”, pare sia cosa vista positivamente negli USA e pure da parte Democratica.

Adesso, però: non avete pure voi il timore che gli USA stiano chiedendo a NOI di fare ora il “poliziotto del mondo”, però mandato DA LORO a sparare e beccarsi le pallottole in giro per il globo?
Della serie: “nel prossimo Afghanistan ci andrete soprattutto voi, cari Europei. Spenderete i vostri euro e noi risparmieremo i nostri dollari, e le bare che torneranno a casa questa volta avranno sopra la bandiera blu con le 12 stelle e non quella a stelle e strisce”.

Esagero? Forse si, ma la strada rischia di essere quella.





Eurogendfor, gendarmeria europea fondata già nel 2004, formata da agenti provenienti dalle polizie militari dei sette paesi che ne fanno parte (Italia, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Romania, Polonia), che non risponde solo all’Unione Europea ma può essere messa “a disposizione” delle Nazioni Unite, dell’Ocse, della Nato e “di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche” (non specificate …).
Gendarmeria probabilmente non a caso tenuta pressochè ignota ai cittadini europei.






E su questa cosa, che sta venendo avanti senza finora alcuna voce critica, senza alcun “intellettuale” italiano che esprima i pur ovvii dubbi e timori, non vi pare che manchi completamente un dibattito?
Come se il fatto che l’abbia detto Mattarella lo renda di per sè un futuro “giusto e inevitabile”?

Non sono affatto un analista politico, figuriamoci in campo internazionale, per capire cosa sta succedendo davvero mi sa che dovrò comprare “Limes” …
Ma a livello di insopprimibile sensazione avverto che sta per arrivare l’ennesima prevaricazione dell’Unione Europea a danno dei propri cittadini, per obiettivi che non sono certamente nell’interesse della maggior parte degli elettori.

E mi tocca sperare che dietro ci siano soprattutto squallide ma concrete e quasi “innocue” ragioni di business delle armi e di carriere con le stellette, invece che di dittatura di tecnocrati militari che pianificano avventure belliche

Non ho mai nascosto di ritenere questo secolo, il XXI secolo, un “secolo idiota” (o, almeno, iniziato in modo idiota, dalla globalizzazione al risorgere dei fondamentalismi religiosi alla stupidità dilagante) e ogni giorno ringrazio di avere passato gli anni migliori della mia gioventù e della maturità nel XX secolo.
Mai avrei pensato che il mitico “anno 2000”, così presente nei romanzi di fantascienza e nell’immaginario collettivo della mia generazione e di quelle precedenti come l’inizio di “meraviglie futuribili”, si sarebbe rivelato invece l’inizio di un marcato regresso intellettuale e morale rispetto a soli pochi decenni prima.

Spero che a queste tristi considerazioni io, che ho vissuto la gioventù nella Guerra Fredda (che però non ci spaventava più di tanto), non debba aggiungere nei prossimi, miei ultimi decenni di vita lo spettacolo di un’Europa che manda per il mondo militari, magari contro la Cina come prefigura il recente e discutibile accordo USA-UK-Australia, accordo che per l’ennesima volta dimostra che se c’è una parte “guerrafondaia” nel mondo quella è l’Occidente, non la Cina o la Russia.

La guerra economica contro la Cina ci sarà sicuramente, sta già iniziando e non si sa dove porterà.
Ma ad una Guerra Calda non ci voglio neppure pensare …
Probabilmente non ci sarà, ma in Un Mondo Sempre Più Stupido ( https://lostilitacolombino.wordpress.com/2019/11/17/food-for-thought-linstupidimento-delloccidente/ ) tutto è purtroppo possibile.

E, anche se non arrivasse la guerra, non voglio vivere in una UE-Caserma.

Esagero? Forse si, ma …





“Colombino Stilista, pezzo di merda!
Ti piace parlare male della tua Europa, vero?
Sei un finocchio, vero? Perchè tutti gli stilisti sono finocchi!
Quaranta flessioni e di corsa!”

“Signorsì, Signore!”







Non avrei mai pensato …


Testa: “Serve un’analisi sugli effetti della transizione energetica”

Il presidente di Fise Assoambiente all’AGI ammonisce: “Occorre studiare le conseguenze sulla nostra economia e i benefici veri”


https://www.agi.it/economia/news/2021-08-12/energia-testa-serve-analisi-su-effetti-transizione-13564720/


Non avrei mai pensato di essere così d’accordo con Chicco Testa …

Riguardo alle scelte di Biden citate nell’articolo (pensiamo a questa autorizzazione petrolifera ma pensiamo anche ai messicani che non lascerà entrare, pensiamo ai dazi e alla guerra economica che continua contro la Cina) sarebbe facile fare dell’ironia su “quanto era cattivo, reazionario ed antiambientalista Trump” e “come sarebbero cambiate le cose con il progressista ed ecologico Biden”.

Per parlare in generale e per parafrasare, “è facile fare una transizione ecologica con il ‘sostenibile’ degli altri”.

In questo caso l'(in)sostenibile è il nostro: nostro come classi medie occidentali, nostro come europei, nostro a maggior ragione come italiani.

Perchè il COSTO della “transizione” verrà fatto pagare a NOI, come classi medie di paesi “ricchi” (fa ridere includerci anche l’Italia ma vabbè …) e come cittadini di una UE in cui quella che temo si rivelerà una sciagura (non meglio di Juncker) come la Von der Leyen si è messa in testa di fare dell’Europa la “prima della classe” in campo (pseudo)ambientalista.

Ma almeno la Von der Leyen difende le scelte della Germania, giuste o sbagliate che siano.
La Germania ci venderà tecnologie “Green”, cercando di fare una difficile concorrenza alla Cina negli stessi settori.
E noi saremo quelli che comprano, senza avere niente da vendere in questo campo (è già capitato sui pannelli solari).

Perchè noi, come dice Testa, non si capisce neppure cosa vogliamo fare.
E invece di usare questo momento per rilanciarci e recuperare l’assurdo, vergognoso ritardo trentennale (colpa principalmente delle nostre grandi imprese) rischiamo di fare solo chiacchiere e polemiche e prenderci solo i (tanti) danni (economici e sociali) che questa “transizione” farà e nessun beneficio (che nel lungo termine può esserci, anche se passando attraverso lacrime e sangue nel breve e medio).








Neve nel Sahara

Deserto del Sahara: rare nevicate lasciano un disegno straordinario sulle dune di sabbia

La città algerina di Ain Sefra ha sperimentato la neve solo per la quarta volta in 42 anni.

https://news.sky.com/story/sahara-desert-rare-snowfall-leaves-extraordinary-pattern-on-sand-dunes-12192141



Io non avevo sentito la notizia (che è di pochi mesi fa), ma non mi stupisco.

Se piove in Groenlanda fa notizia (anche se è quasi una fake-news, per come è stata presentata: http://www.climatemonitor.it/?p=55540 (*) ).

Se invece nevica nel Sahara, non fa notizia, anche se è una certezza ed è un evento altrettanto “eccezionale”.

Se gli “scettici climatici” avessero la disonestà intellettuale dei “talebani catastrofisti climatici” avrebbero usato questo evento per dire: “vedete, è un indizio che probabilmente non è vero che andiamo verso un riscaldamento globale inarrestabile“.

Dato che gli scettici climatici sono più onesti, più aderenti alle metodologie scientifiche e, va detto, pure praticamente privi di media a loro asserviti (forse anche questo conta … 😀 ), non lo hanno detto, perchè sanno che gli eventi eccezionali su base temporale ristretta non fanno “cambiamento climatico” (ancor meno quando non sono così “eccezionali” ed “eccezionalmente disastrosi” di come viene detto, con toni apocalittici, ogni sera sui TG delle 20 (e pure in quelli negli altri orari …): http://www.climatemonitor.it/?p=55598 ).

E così, la notizia della neve nel Sahara sui TG non la si è sentita.
Metti che facesse venire dei dubbi a qualcuno …



(*) attenzione che nell’articolo c’è un errore sostanziale, come correttamente indicato da un lettore nei commenti, ovvero la massa ghiacciata della Groenlandia è effettivamente diminuita parecchio tra il 2002 e il 2020 (del resto, il riscaldamento globale è reale, ciò che è da vedere è la causa).
Resta però corretto il resto della contestazione dell’autore all’allarmismo mediatico, in particolare:
1) che non c’è in questi ultimi anni un’accelerazione del disgelo in Groenlandia, ma c’è una stabilità o forse addirittura un minor disgelo rispetto alla media degli ultimi 30 anni
2) che la pioggia possa cadere in Groenlandia non è una novità, lo si sapeva, e dire che è un evento così eccezionale da essere un’altra “prova” del “riscaldamento globale colpa dell’uomo” non ha senso, considerando anche che solo da una trentina di anni abbiamo i dati della stazione meteorologica che ha rilevato la pioggia



Continuiamo così, a terrorizzare la gente anche sulla base di BALLE e nascondendo volutamente le cose che NON si accordano con la narrazione dell’Anthropogenic Global Warming, mi raccomando.




Una contromisura ci sarebbe, ma temo che sia già troppo tardi.




Meloni Sportswear Factory.




Lo devo proprio dire: sono ORRIPILATO, INORRIDITO dalle nuove divise degli atleti italiani a Tokio.





Per cominciare, il colore.

Venitemi a dire che sono AZZURRE o anche solo BLU scure.

Si, venitemelo a dire.

“Ufficialmente” queste tute, create dalla prestigiosa fashion factory di Giorgio Armani, sono “Blu Navy”.

https://www.armani.com/it/armanicom/emporio-armani/tuta-team-italia-podio-olimpiadi-tokyo-2020_cod16031948id.html

BLU?
Su, non scherziamo …

E’ un blu notte visto di notte, in una notte senza luna.

Praticamente, a tutti gli effetti, è un NERO.



E già qui ho qualcosa da dire, perchè negli ultimi 60 anni ricordo tute italiane blu scuro, però ancora riconoscibile come blu, ma nero

E sorvoliamo pure sulla pacchianata dell’Inno di Mameli stampato in una patch interna (così anche il più refrattario dei nostri atleti non avrà più scuse per non cantarlo, avranno pensato …).

Pacchianata e pure inutile, perchè se c’è una cosa nazional-popolare che si è diffusa in questi ultimi decenni è proprio il conoscere il testo del “Canto degli Italiani”.



Andiamo avanti.


Il colore forse non è neppure il peggio (forse …).

Il peggio forse è ciò che hanno messo sul davanti di quelle tute

Ora, chi è giovane può non saperlo, e in effetti le critiche lette in questi giorni sul web sembrano essere incentrate su altri motivi:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/23/olimpiadi-di-tokyo-2021-il-web-non-apprezza-le-divise-dellitalia-firmate-da-armani-sembrano-le-tute-dei-teletubbies/6271727/

e per ora si sono focalizzate pressochè esclusivamente sulla versione bianca usata nella cerimonia di apertura:

https://www.huffingtonpost.it/entry/tokyo-2020-ironia-social-sulle-divise-italiane-bella-lidea-di-ispirarsi-ai-babybel_it_60fbf960e4b0d2a22d4ba3ba


Ma a chi ha un a certa età credo che questa tuta, e a maggior ragione la versione nera, ricordi qualcosa.

Con brivido e disgusto se la pensa come me, suppongo con esaltato revanscismo se la pensa all’opposto.

Perchè a me ha subito ricordato un (per me ripugnante) logo, questo qui:





Il logo degli “amici dei bombaroli”.



Il simbolo degli amici ed ammiratori italiani di questi qui:





Il simbolo di “brave personcine” come questo qui:




Politico indubbiamente abile, con un certo fascino personale e con un approccio apparentemente “British” che rischiava di confondere chi non conosceva nè il suo passato nè il suo presente.

Negli anni ’70 lessi una battuta:
“Ah, Almirante … Sembra che piaccia molto alle donne!”
“Si, un vero play-boia …”
.

Uno a cui do atto di un solo gesto nobile, l’omaggio alla camera ardente di Enrico Berlinguer (il PCI correttamente ricambierà quando morirà Almirante).

Mi piacerebbe potergli dare atto anche di avere “incanalato” il neofascismo italiano nel solco della democrazia postbellica, il che in buona parte è vero, ma le contiguità del Movimento Sociale con il terrorismo neofascista mi impediscono di essere così generoso.
Il PCI non ha mai civettato con le Brigate Rosse, non così si può dire del Movimento Sociale con i neofascisti picchiatori e pure assassini.
Peccato.


Ora, quel logo non è del tutto sparito, come ben sa chi segue la politica italiana.

Dopo diverse trasformazioni e giravolte politiche, c’è ancora una formazione della Destra italiana che non se ne è voluta staccare del tutto:


Ciò non è un’attenuante a ciò che sto per scrivere, anzi forse è un’aggravante.


Perchè immaginate di prendere il logo del Movimento Sociale Italiano (o, magari, quello di Fratelli d’Italia) e farci nel centro un “tassello” circolare.


Ne ricavate questo:



e, se ci mettete uno sfondo NERO (pardon, “Blue Navy” …), con poca fatica ottenete questo:




Una specie di “fiamma” tricolore, che parte tondeggiante in basso e si apre verso l’alto.

Proprio come nel logo in questione.

Avessero potuto evitare la cerniera bl…. ehm …. la cerniera nera (che però è così “adatta” per il resto della tuta), l’effetto sarebbe stato ancora maggiore.


Fantastico.

Nel 2021 (a poco meno di 100 anni dalla Marcia su Roma …) abbiamo bravi, simpatici, onesti e certamente democraticissimi atleti italiani che sono costretti a gareggiare in CAMICIA NERA (vabbè, TUTA NERA …):


e vanno sul podio con un abbigliamento degno della X Mas:



Adesso, visto l’andazzo, mi attendo pure l’evoluzione.


“Guardi, questo è un modello molto tecnico, da competizione: modello “Farinacci”.
Sulla gamba destra c’è una custodia integrata per il pugnale da Ardito e su quella sinistra un’utile tasca per la boccetta di olio di ricino.

Se invece vuole qualcosa di meno estremo, il modello “Starace” potrebbe fare per lei.

Lo può portare tutti i giorni, non si stropiccia ed è facile da lavare.

E per le occasioni più importanti, tipo l’essere ricevuto dal Duc … dal Presidente, c’è il modello “Italo Balbo”, molto elegante”.



Ma io mi chiedo: se la bravissima, tostissima e simpaticissima Vanessa Ferrari, che ha quest’anno vinto il bronzo agli Europei di ginnastica sulle note di “Bella Ciao”, riuscisse ad andare sul podio a Tokio (cosa che mi auguro e soprattutto le auguro), ci andrà volentieri con una tuta praticamente NERA e con quasi un simbolo neofascista sul petto?



Ma si, ovvio che ci andrà volentieri e non le importerà nulla (giustamente) della tuta “stile Meloni”, probabilmente non ci fa neppure caso.
E io mi spellerò le mani per applaudirla.


Ma secondo me questa nuova linea di abbigliamento è discutibile sotto tutti gli aspetti.

Per pessima estetica, rottura con la tradizione, deprecabile ambiguità: non salvo NIENTE.

Giorgia … pardon … Giorgio Armani o non Giorgio Armani che l’abbia ideata.



Dite che sono esagerato?
Che la passione e l’odio politico ottundono la mia lucidità?



Bene, sappiate che ho già sentito chi la vede esattamente nello stesso modo, ovvero altri a cui il colore “nero” e quell’inedito “tricolore tondo che si apre verso l’alto” ha ricordato la stessa cosa.

Un mio amico ha definito queste tute “fuori tempo e fuori estetica”.

Certo, magari un ventenne certe cose non le nota.
Chi ha qualche anno di più, è molto più facile che faccia l’associazione.

Ed ora ci troviamo, per la prima volta dal 1938, vigilia dell’ultimo disastro in cui ci precipiterà il Fascismo, una Nazionale Italiana che gareggia e va sul podio in CAMICIA NERA (macchè, non riesco a convincermene … TUTA NERA).

Perchè fino al 1938 usavamo l’AZZURRO, colore derivato dai Savoia, ed infatti eravamo “gli Azzurri”, come poi è sempre stato anche nel secondo dopoguerra:



Ma, nel 1938, Mussolini vuole usare i Mondiali di Calcio in modo ancor più inequivocabilmente propagandistico e i nostri calciatori diventano di un bel “nero fascista”:


Ora, lo ammetto, qualche preoccupazione ce l’ho …


Se nel 1938 siamo diventati “sportivamente neri” e due anni dopo entravamo in guerra, non vorrei che nel 2023 ci trovassimo a dichiarare guerra alla Serbia.
Ah no, quello l’abbiamo già fatto, anzi l’abbiamo fatto senza dichiararlo (grazie, “compagno” D’Alema!).
Magari la dichiariamo al Lussemburgo …


O forse queste tute sono il sintomo di un “sentiment” interno?




Devo aspettarmi, dopo questa ritrovata associazione sport-nero, di essere prossimamente chiamato (magari di sabato …) a qualche saggio ginnico di Stato obbligatorio?





Povero me, alla mia età e con il mal di schiena …

Chiederò umilmente di essere assegnato, quel giorno, allo spolvero e alla lucidatura delle statue dei ritrovati ed autentici Padri della Patria.



A tale scopo, se conoscete qualche gerarca mettete una parola buona per me.

Grazie.





Ambientalisti che battono in testa.



Sulla transizione energetica nel settore dell’automotive il ministro Roberto Cingolani schiaccia il pedale del freno. E non è la prima volta. L’ultima uscita del membro del governo che guida il dicastero che dovrebbe occuparsi della rivoluzione green nel Paese, in linea con le direttive europee, si scaglia proprio contro il pacchetto Ue sul clima: “In questi giorni stiamo parlando con il settore automotive – ha spiegato il ministro parlando al seminario estivo della Fondazione Symbola – C’è una grandissima opportunità nell’elettrificazione. Ma ieri è stato comunicato dalla Commissione Ue che anche le produzioni di nicchia, come Ferrari, Lamborghini, Maserati, McLaren, dovranno adeguarsi al full electric entro il 2030. Questo vuol dire che, a tecnologia costante, con l’assetto costante, la Motor Valley la chiudiamo“.

Se noi oggi pensassimo di avere una penetrazione del 50% di auto elettriche d’emblée – ha poi aggiunto il ministro – non avremmo neanche le materie prime per farle, né la rete per gestirla. Su un ciclo produttivo di 14 anni, pensare che le nicchie automobilistiche e supersport si riadattino è impensabile.

La grande sfida che abbiamo è quella di vincere lo scontro ideologico che si sta combattendo attorno alla transizione energetica ed ecologica, uno scontro che non vuole scendere a patti con la realtà.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/17/nuova-frenata-di-cingolani-sulla-transizione-energetica-questa-volta-va-contro-lelettrico-per-le-supercar-cosi-chiudiamo-motor-valley/6265257/





Vedo le aziende della Motor Valley puntare oggi sensatamente sull’IBRIDO, che è in questo momento, e secondo me ancora per parecchi anni, l’UNICA opzione sensata per l’automotive (parzialmente) elettrico e cominciare a pensare solo a modelli full-electric di nicchia per gli anni a venire (se poi imporranno loro anticipatamente e in modo generalizzato l’opzione oggi INSENSATA del full-electric, come stanno provando a fare, è altro discorso …).

E mentre io PREGO che Cingolani, una delle poche cose positive (per razionalità e mancanza di fanatismo) che vedo nel governo “europeista ed atlantista” di Supermario, resti al suo posto nonostante la moltitudine di fanatici ambientalisti fondamentalisti che ne chiede la testa, mi accorgo ogni giorno di più che ci sono cose che proprio non vanno insieme.


“Essere ambientalista fondamentalista”, “esistere nel mondo reale” ed “essere intelligente” sono cose che NON possono essere tutte e tre contemporaneamente VERE.
Due di esse possono essere, di volta in volta, contemporaneamente vere, ma la terza allora è falsa.

Ormai ciò è “scientificamente accertato”.


Battito in testa.