Tout se tient.

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Il mondo sta diventando sempre più stupido (il Q.I. medio nei paesi sviluppati, ovvero i “più intelligenti”, è in calo dagli anni ’70, al ritmo spaventoso di sette punti in meno ad ogni generazione:  https://lostilitacolombino.wordpress.com/2019/11/17/food-for-thought-linstupidimento-delloccidente/ ).

A causa dell’abbassamento del Q.I medio, le ultime generazioni sono (in media, ovviamente) le più impreparate ed immature da almeno 50-80 anni a questa parte.

Essendo impreparate ed immature, le ultime generazioni (ovvero quelle composte da coloro che hanno meno di 40-50 anni) sono facilmente manipolabili.

 

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Negli ultimi trent’anni, dopo la caduta del Muro di Berlino, si è assistito allo sviluppo della globalizzazione economica.

La globalizzazione ha causato un aumento del tenore di vita dei paesi in via di sviluppo e un aumento dei consumi di prodotti più economici, generalmente fabbricati in paesi quali Cina e altri del Sud-Est Asiatico, sia nei paesi sviluppati che nel Terzo Mondo.
Si è creato così un mercato globale con un numero enorme di consumatori, attuali e potenziali, di prodotti industriali.

 

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Il problema della crescita demografica mondiale, che era argomento all’ordine del giorno negli anni 70 e 80, è “misteriosamente” sparito dalla considerazione dei media e dei politici dagli anni ’90, giusto in coincidenza dell’avvento della globalizzazione che NECESSITA di sempre più persone sul pianeta, in quanto ha bisogno di sempre PIU’ CONSUMATORI.
Si veda: https://lostilitacolombino.wordpress.com/2019/06/28/limbarazzante-scomparsa-della-bomba-demografica/

Nel giro di 50 anni la popolazione mondiale è RADDOPPIATA, passando da 4 miliardi (anni ’70) ad 8 miliardi (previsti nel 2025), a causa dell’aumento delle nascite in Asia e soprattutto in Africa.

Considerando oltretutto che pure il tenore di vita medio è aumentato (vedi per esempio la Cina), consumiamo almeno il doppio di risorse di 50 anni fa, se non di più.

 

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Dato che il sistema capitalistico globalizzato ha BISOGNO di sempre più CONSUMATORI, cerca di compensare l’abbassamento della natalità nei paesi sviluppati con le MIGRAZIONI (vedi concetto di “migration replacement”, sponsorizzato dall’ONU), ovvero IMPORTAZIONE DI CONSUMATORI spacciata come “fornitura di indispensabile forza lavoro” (menzogna, perchè l’incombente ancor maggior sviluppo dell’automazione richiederà nei prossimi decenni MENO forza lavoro umana e certo PIU’ QUALIFICATA di quella proveniente dal Terzo Mondo).

Per rispondere alle comprensibili rimostranze delle popolazioni dei paesi sviluppati di fronte ad una immigrazione di massa, solitamente illegale e incontrollata, si risponde loro citando anche “desertificazione e carestie dovute ai cambiamenti climatici“, le une e gli altri presentati come dati di fatto che spingono ad accettare l'”ineluttabile“.

 

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Il Terzo Mondo ha come comprensibile obiettivo quello del proprio sviluppo economico, cosa che sta cominciando ad avvenire con la globalizzazione.

Lo sviluppo economico del Terzo Mondo vuole dire aumento dei consumi interni e del consumo di risorse del pianeta, consumo che attualmente è responsabilità primaria dei paesi “occidentali” già economicamente sviluppati.

Un aumento del consumo delle risorse vuol dire maggior tasso di esaurimento delle risorse stesse e più inquinamento, a livelli che possono diventare insostenibili.

Se il Terzo Mondo deve svilupparsi, mantenendo la sostenibilità planetaria del consumo di risorse, allora la soluzione più SEMPLICE ed INDOLORE per esso sarebbe che fossero i paesi del Primo e Secondo Mondo, ovvero quelli già sviluppati, ad abbassare il proprio tenore di vita.

 

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Tale obiettivo a livello capitalistico è contrastato da chi, come Trump, rifiuta la globalizzazione perchè punta su produzione e alti consumi interni, osteggiando perciò un mondo senza frontiere commerciali che sta sfavorendo gli USA, ma è favorito dalla maggioranza degli altri attori a livello mondiale.

L’ONU è un’organizzazione sempre più in mano ai paesi del Terzo Mondo, dato che la maggior parte dei paesi appartiene a quell’area, con lo stesso diritto di voto degli altri (a parte il diritto di veto, che però viene esercitato da pochi grandi paesi, a cui spetta per ragioni storiche, solo in caso di crisi politiche o belliche, non per indirizzare le politiche economiche e sociali mondiali).

Perciò è comprensibile che l’ONU come organismo, dove il Terzo Mondo è preponderante, possa voler spingere per un abbassamento del livello di vita e di consumi nei paesi sviluppati, per poter trasferire ricchezza e risorse a quelli in via di sviluppo.

 

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Gli abitanti dei paesi sviluppati non possono accettare facilmente l’abbassamento del proprio livello di vita (mediante abbassamento dei consumi e cambiamento del proprio stile di vita), devono essere CONVINTI a farlo, altrimenti si suscitano facilmente reazioni e rivolte (vedi Gilet Gialli in Francia, movimento inaspettato scatenato inizialmente dall’instaurazione di “tasse ecologiche”).

Un modo eccellente per “convincere” gli abitanti dei paesi sviluppati ad accettare una riduzione del proprio livello di vita ed un cambiamento marcato del proprio stile di vita è TERRORIZZARLI sulla base di una presunta URGENZA ed INELUTTABILITA’ di certe SCELTE RADICALI a favore della “salvaguardia del pianeta”, pena la “MORTE della civiltà e delle persone stesse”.

 

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Tale cambiamento di vita è molto disturbante per le persone coinvolte, appartenenti alle classi medio-basse, ma, stante la stabilità e anzi la crescita del numero di consumatori coinvolti a livello planetario, NON E’ NEGATIVO per il sistema capitalistico globalizzato, che semplicemente si sposta sulla vendita di nuove tecnologie, quelle “green” (che siano reali o illusorie in termini di “salvaguardia del pianeta”, al sistema importa molto meno), diversificando il mercato.
E che, con la globalizzazione, ha a disposizione nuovi mercati nei paesi in via di sviluppo.

Le politiche “green”, nel momento in cui spostano ricchezza dai paesi attualmente ricchi verso quelli più poveri hanno un effetto medio “benefico” sui mercati, ovvero sui PROFITTI, perchè nei paesi in via di sviluppo la grande crescita demografica garantisce PIU’ CONSUMATORI, e più questi si arricchiscono e più compensano la diminuzione di consumi nei paesi sviluppati (dovuta alla bassa natalità e alle restrittive politiche “ecologiche”).

Al sistema ormai conviene puntare su nuovi mercati in crescita, pieni di gente che consumerà alla grande non appena arriverà ad avere un reddito sufficiente a comprare prodotti a costo medio-basso (elettronica di consumo, abbigliamento non di lusso, cibo …), piuttosto che basarsi solo su mercati già sviluppati e quasi saturi.

Ovviamente, il “capitalismo green” si fonda su una “finanza green”, che sta sorgendo proprio in questi anni ad opera di attori di primo piano quali Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America, HSBC e Merrill Lynch.

E se qualcuno avesse dei dubbi che la grande finanza sta puntando su una nuova fonte di profitti, il “verde”, ecco che ci pensano gli stessi finanzieri, al più alto livello, a venire allo scoperto e a togliere ogni dubbio:

 

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Il re degli investitori Larry Fink (BlackRock): il climate change trasformerà per sempre la finanza

“Il cambiamento climatico è diverso. Anche se si verificassero solo una parte degli impatti previsti, si tratta di una crisi a lungo termine molto più strutturale. Le aziende, gli investitori e i Governi devono prepararsi per una significativa riallocazione del capitale. […] E mentre migliaia di miliardi di dollari a poco a poco passeranno nei prossimi decenni ai Millennial, quando questi diventeranno amministratori delegati e CIO, politici e capi di Stato, rimodelleranno ulteriormente l’approccio mondiale alla sostenibilità. […] Laddove riteniamo che le società e i consigli di amministrazione non stiano producendo informative efficaci sulla sostenibilità o non stiano implementando procedure per la gestione di questi problemi, considereremo i membri del consiglio di amministrazione responsabili.

 

Bel mondo che ci aspetta, con le generazioni più stupide e manipolabili da cent’anni (almeno) a questa parte al comando, a buttarsi a capofitto nelle “politiche green” o, forse peggio, a buttarsi a capofitto in politiche che sbandierano il “green” ma sono in realtà politiche di redistribuzione della ricchezza a livello globale, che comporteranno abbassamento del tenore di vita dei paesi sviluppati e probabilmente impatto limitato o quasi nullo sul clima (ammesso che ce ne sia bisogno, di tali politiche).

Detto in poche parole: “tasse green” e “divieti verdi” per tutti noi in Occidente, a beneficio del “capitalismo verde” e del Terzo Mondo.
Abbastanza pochi oggi se ne stanno rendendo conto, però immagino che fra non più di dieci anni molti occhi oggi chiusi si spalancheranno, giocoforza.

Tutto questo “can-can ambientalista” non deriva dalla Scienza ma dal BUSINESS globale.
Dopo essere andati, negli ultimi trent’anni, a cercare il lavoro a basso costo nel Terzo Mondo (a aver poi visto alcuni di quei paesi, Cina in testa, diventare pericolosi competitors) adesso lo sbocco che sta cercando la globalizzazione, per continuare a fare profitti, è quello di ARRICCHIRE i cittadini dei paesi in via di sviluppo, che sono TANTISSIMI, in modo che possano CONSUMARE di più.
Un’alleanza “perversa” tra capitalismo occidentale e terzomondismo, benedetta dall’ONU.

Non si tratta affatto di “clima” o di “salvare il pianeta”.
E’ la Fase 2 della Globalizzazione, bellezza.

Capitalismo produttivo e finanza sembrano perciò aver deciso che è il momento di spingere a fondo l’acceleratore, suscitando paure nella gente.

 

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Da qui l’attuale martellamento mediatico globale, a livello mondiale, sul “cambiamento climatico” e sulla “NECESSITA'” di “agire SUBITO” nei paesi sviluppati (tasse “green”, riduzione dei consumi, cambiamento dello stile di vita ecc.), per poter cambiare il modello di sviluppo spostando contemporaneamente ricchezza verso il Terzo Mondo.
Si veda: https://lostilitacolombino.wordpress.com/2019/08/20/lambientalismo-fondamentalista-il-nuovo-oppio-dei-popoli/

E non pensate che sia un caso se, contemporaneamente al suscitare paure ambientaliste, vengono avanti altri motori di colpevolizzazione, quali il “politically correct” (che impone di vietare “espressioni offensive” verso gli altri, soprattutto se di altre etnie)  e la “cultura della cancellazione” (quella incarnata in modo spaventosamente rozzo dai Black Lives Matter distruttori di statue storiche), che giustificano le loro censure ed iconoclastie con la “colpevolezza” dell’Occidente nei confronti del Terzo Mondo.
Alle “colpe” dell’Occidente verso l’ambiente vengono sommate le “colpe” verso il Terzo Mondo, che a questo punto viene inconsciamente “lasciato libero” di fare ciò che vuole, quale “riparazione” a secoli di ingiustizie subite, dal fare figli quanto più possibile all’arricchirsi a spese dirette dei paesi sviluppati.
L’uso del tutto improprio della Storia e del razzismo per cercare di dare “dignità culturale” alla globalizzazione, ovvero il grande business del XXI secolo.

Il martellamento mediatico è enormemente facilitato dalla diffusione a livello planetario delle informazioni, esplosa con l’avvento di internet e soprattutto con l’uso generalizzato degli smartphone, prodotto tipico ella globalizzazione e molto probabilmente responsabile di gran parte dell’abbassamento del quoziente di intelligenza delle ultime generazioni.

Il martellamento trova ora terreno fertile a causa dell’abbassamento del Q.I. medio del mondo e della conseguente presenza di giovani generazioni immature e impreparate, insicure, facilmente terrorizzabili, colpevolizzabili e pronte ad essere manipolate attraverso i media.

 

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E il cerchio si chiude.

 




Il Circolo Vizioso:

1) dagli anni 80 in poi c’è un crollo del Q.I. in Occidente, le nuove generazioni sono sempre più manipolabili.
2) dagli anni 90 in poi, dopo la caduta del Muro e la scomparsa dei Blocchi, si sviluppa la globalizzazione.
3) globalizzazione vuol dire mercato globale, ovvero posso vendere i miei prodotti ai consumatori di tutto il mondo.
4) dove sta la maggior parte dei potenziali consumatori? Nel prolifico Terzo Mondo.
5) qual’è il problema? Che i consumatori del Terzo Mondo sono poveri.
6) qual’è la soluzione? Arricchire il Terzo Mondo, per aumentarne i consumi.
7) come si può arricchire il Terzo Mondo? Trasferendo parte della ricchezza, in vari modi, dal Primo Mondo al Terzo Mondo.
8) qual’è il problema? Che così si impoveriscono gli abitanti del Primo Mondo, abbassando la qualità della loro vita e rischiando le loro proteste.
9) come si possono convincere gli abitanti del Primo Mondo ad abbassare la qualità della loro vita? Convincendoli che sono proprio loro che stanno facendo male al pianeta (oltre che ai “poveri del Terzo Mondo”) e che c’è pochissimo tempo per “salvare” il pianeta stesso, quindi “colpevolizzazione” via martellamento mediatico e presentazione dei sacrifici come “comportamenti immediatamente necessari, ambientalisticamente virtuosi”.
10) com’è possibile che la gente del Primo Mondo si faccia convincere così facilmente? Perchè è sempre meno intelligente, meno preparata e facilmente manipolabile. E si torna al punto 1.

Tout se tient.

Noi paesi industrializzati abbiamo quasi espropriato l’atmosfera della comunità globale. Bisogna dire chiaramente che, con la politica sul clima, ridistribuiamo di fatto la ricchezza del mondo. È ovvio che i proprietari di carbone e petrolio non ne sono entusiasti. Bisogna liberarsi dall’illusione che la politica internazionale sul clima sia una politica ambientale. Tutto questo non ha praticamente nulla a che fare con la politica ambientale, con problemi come la deforestazione o il buco dell’ozono.”

(Otmar Edenhofer, capo del gruppo di lavoro n° 3 della commissione intergovernativa delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC), 2010
https://www.nzz.ch/klimapolitik_verteilt_das_weltvermoegen_neu-1.8373227
)

_________________________

Per approfondire:

https://www.esquire.com/it/lifestyle/benessere/a21286659/perche-il-qi-medio-sta-calando-in-tutto-loccidente/

https://www.wired.it/scienza/lab/2018/06/14/calo-quoziente-intellettivo-medio/

https://comedonchisciotte.org/il-clima-e-la-pista-dei-soldi/

https://lostilitacolombino.wordpress.com/2019/06/28/limbarazzante-scomparsa-della-bomba-demografica/

https://lostilitacolombino.wordpress.com/2019/08/20/lambientalismo-fondamentalista-il-nuovo-oppio-dei-popoli/

http://www.climatemonitor.it/

http://www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2019/08/sono_scettico_ver4.pdf

Un pensiero su “Tout se tient.

  1. Pingback: Gli effetti del bombardamento. – Lo Stilita

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